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Josh T. Pearson in concerto all’Ohibò

November 30 @ 9:00 pm - 11:30 pm

Circolo Ohibò e Costello’s
in coll.ne con DNA concerti
presentano

JOSH T. PEARSON

30 NOVEMBRE 2018
Circolo Ohibò – Milano
Via Brembo, ang. Via Benaco, 1 (Milano)

Apertura porte ore 21:00
Ingresso 12€ + tess. ARCI
Prevendite: https://bit.ly/2x6QWB1

◆ LIVE ◆

Josh T. Pearson (Mute Records) 🇺🇸

Sebbene sia stato un artista discografico per oltre due decenni e abbia scritto canzoni per trent’anni, Josh T. Pearson non ha prodotto una vera discografia finora, se non altro considerando il numero di album che ha pubblicato. Ma poi, quei due album, “The Texas-Jerusalem Crossroads” nel 2001, con il suo gruppo Lift To Experience, e il suo debutto solista nel 2011 “Last Of The Country Gentlemen”, contenevano più sostanza e ispirazione della maggior parte di intere carriere di molti artisti. Il primo era una allegorica, cosmica e apocalittica fantasia che vedeva Pearson tentare di venire a patti con la sua fede e la sua intensa educazione; il secondo era un confessionale agonizzante ed energico sul crollo del suo matrimonio. Non puoi far fretta a contenuti del genere.

Di recente, però, l’elegante gentleman texano è stato motivato dal desiderio di condividere più musica di Josh T. Pearson con il mondo, prima che sia troppo tardi. “La motivazione principale di non pubblicare i dischi era quella di non essere costretto a sentirmi dire cosa fare. Ho sempre limitato me stesso intenzionalmente. Non volevo far parte del sistema. Stavo solo cercando di sopravvivere, fare arte, vivere la vita “, spiega. “Negli ultimi anni ho imparato a ballare, assumere droghe, fare l’amore … scegliere la vita. Mi sono liberato della barba, mi sono tagliato i capelli e ho iniziato a indossare colori. Ho bruciato tutti i miei idoli e mi sono reso conto nel mentre, che avevo bisogno di bruciare completamente anche la mia reputazione il più velocemente possibile. Mi sentivo costretto dalle vecchie cose e non mi piaceva sentirmi in gabbia. Non mi permetteva di andare avanti. ”

“Mi trovavo all’ambasciata londinese quando le cose hanno iniziato ad andare male con le elezioni presidenziali del 2016” ricorda. “Fu preoccupante. Non ho mai visto il paese così diviso. Mi sembrò di sentire come un senso di responsabilità muoversi in me, del tipo, dove sono le persone che davvero si alzano per diffondere gioia?”

“Artisticamente avevo esaurito ogni profondità nelle mie esplorazioni della disperazione ed ero arrivato ad un punto della mia vita in cui volevo soltanto rendere le persone felici e ottenere la pace.”

È in tale spirito che il signor Josh T. Pearson si presenta a te, ascoltatore, con questo crescendo delle sue nuove eleganti canzoni. “The Straight Hits!” cominciò come un semplice esercizio creativo per trascendere presto questa modesta intenzione. Questa è gioia. Lascia che ti raggiunga.

“Stavo leggendo “The Conference of the Birds” di Attar, Nishapur, questo poema epico del 14° secolo, e mi ha semplicemente aperto uno spiraglio. Era l’agosto 2016 ed ero appena riuscito a finire una serie di brani su cui avevo lavorato per dieci anni [l’album non registrato “Bird Songs”]. Ho passato un altro mese su quei brani, e questa ondata di lunghe canzoni, si è semplicemente riversata fuori. Quando è finita, mi sono trovato in un tale processo che ho deciso di iniziare questo esercizio di scrittura per scrivere alcune canzoni, molto veloci, circoscritte entro certi parametri specifici.”

I “parametri” che le canzoni dovevano seguire, segnano una transizione per Pearson, un modo per rimuovere parte della pressione folle che si era imposto durante la scrittura e per dargli la libertà di scrivere un album più leggero, più “lineare”. Josh T. Pearson spiega che i “cinque pilastri” funzionano così:

1) Tutte le canzoni devono avere un verso, un coro e un ponte.
2) Il testo deve essere composto da 16 righe o meno.
3) Devono avere la parola “straight” nel titolo.
4) Quel titolo deve essere di quattro parole o meno.
5) Devono sottomettersi alla canzone sopra ogni altra cosa. (“Fai come ti dice, qualunque cosa la canzone ti dica“, spiega Pearson. “Tu ti pieghi a lei, e non lei a te”).

Tre giorni dopo, Pearson aveva composto nove canzoni intere. “Cosa posso dire? Sono fantastico”, lui scherza. Ma aspetta! Ha ragione! Perché queste nove canzoni (più una cover del cantante country Jonathan Terrell, “Damn Straight”) sono una preziosa testimonianza del talento di Pearson, essendo quest’ultimo come il biglietto da visita di un compositore di commissione, che mostra ciò di cui lui è capace.

“L’album è l’abbandono di anni di lunga scrittura di brani pensate per colpire facilmente, fisse entro paramenti normalmente stabiliti per il pop. Dovevano chiaramente essere tutte !hits”, anche se non sono convinto di aver proprio inteso questa parte delle “hits” nel modo giusto. Comunque credo fosse davvero divertente definirlo un album da ”hits” dopo aver pubblicato un unico album da solista in tutta una vita passata a suonare musica.”

E “The Straight Hits!” dimostra come Pearson abbia un dono in ogni aspetto del country, del rock e di ogni dimensione che si trova in mezzo, includendo esplosioni di eccentrico “shit-kicking country-punk” (Straight To The Top!, che Pearson ha concepito come “Un inno di calcio – non sono mai stato un ragazzo sportivo, ma questa è la canzone che vorrei sentire prima di una partita, quando ci stiamo gasando e ci battiamo il cinque l’un l’altro “); rock’n’roll cataclismatico che suona il suo dramma romantico a grade rischio (‘Loved Straight To Hell’, che comprime la potenza elementare di “Lift To Experience” in cinque minuti e mezzo di turbolenze sinfoniche); dolorosa follia (“Dire Straights Of Love”), e persino una vera e propria canzone d’amore, il dolcissimo e profondo dolore di “A Love Song (Set Me Straight)”, che Pearson ammette, rompe molti di questi “cinque pilastri”, ma obbedisce a un non scritto “sesto pilastro”: le regole musicali sono fatte per essere infrante.

Scritti in fretta, le tracce sono state tagliate in tre giorni, con un focus nonsense simile, con l’ingegnere Matt Pence (che ha reso così vivida la ristampa di “Mute” nel 2017 The Texas-Jerusalem Crossroads) ai comandi, ancora una volta Andy Young, il batterista dei Lift To Experience e Daniel Creamer e Scott Lee Jr. dei The Texas Gentlemen su tastiere e basso elettrico. Le registrazioni sono state poi spedite nel Regno Unito per essere mixate da Ben Hillier. E mentre l’intero progetto era inteso come un semplice “esercizio”, il risultato è uno delle migliori creazioni di Pearson.

“Non è scienza missilistica. Sono solo canzoni. Le scrivi finché non sono finite. Alcune si finiscono velocemente, altre si prendono metà della tua vita.”

“The Straight Hits!” ha insegnato a Pearson alcune importanti lezioni, non ultimo il fatto che dare al mondo più musica di Josh T. Pearson non deve implicare il doloroso rituale di nascita che un tempo avrebbe potuto pensare, e che la grandezza può arrivare a lui più velocemente di quanto lui si possa aspettare. “Stavo operando all’interno di paletti pop – un’avanguardia per la mia avanguardia”, dice. “Ad esempio però ha passato un giorno interno su “A Love Song (Set Me Straight)”, cercando di scrivere la canzone d’amore per eccellenza”.

Josh T. Pearson si è liberato dalla mitologia che lo ha circondato dopo l’implosione di “Lift To Experience”, i suoi successivi anni nel deserto viaggiando attraverso l’Europa e oltre, e l’uscita del suo acclamato album di debutto.

Questo disco sembra aver liberato la sua musa, con Pearson che parla delle prossime uscite, ma non saremo noi ad anticipare. C’è nuova musica di Josh T. Pearson nel mondo, ed è una cosa gioiosa, vertiginosa, soddisfacente.

Ascolta “A Love Song (Set Me Straight)”: https://youtu.be/Ig-F-2nC7r4

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Date:
November 30
Time:
9:00 pm - 11:30 pm
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Organizer

Ohibò
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